RIFUGI DOPO L’APOCALISSE

jam session #1

13 – 14 marzo 2020

iscrizioni lunedì 2 marzo ore 12:00

Non occorre più di certo citare le evidenze scientifiche che da molti anni informano la cosa pubblica per constatare che il disastro è in atto. Anche la letteratura, anche le più mirabili visioni distotiche, sembrano orizzonti meno catastrofici del reale stesso. Siamo appunto nel momento (storico) dove le forze distruttive dell’Antropocene e del Capitalocene si disvelano e offrono scenari di morte, distruzione, sofferenza, impotenza.

Le principali posizioni di fronte al problema sono due. Da un lato un atteggiamento ottimista e negazionista che crede nella tecnologia salvifica o pensa che l’emergenza climatica sia un processo “naturale” e “spontaneo”. Insomma, il problema o non c’è proprio o sarà in qualche modo arginato e controllato dal potere tecnologico. Il secondo atteggiamento, diametralmente opposto, semplicemente getta la spugna: è ormai troppo tardi, non c’è più nulla da fare, non rimane che aspettare la fine. Noi qui rifiutiamo entrambi gli atteggiamenti. Coscienti e vigili, decidiamo di riunirci per immaginare soluzioni pratiche a scenari prossimi.

Accettiamo l’invito di Donna Haraway e lo estendiamo alla comunità del Simposio:
Che forme possono prendere questi luoghi di rifugio?

SOGNO E SON DESTO

jam session #2

3 – 4 aprile 2020

CI STIAMO LAVORANDO…..

BOREDOM (HO DETTO NOIA)

jam session #3

15 – 16 maggio 2020

Non è più per uscire o per restare, e non ci serve più dei giorni e delle notti. Non si attua più, benché si compia. Scarpe, resto – pantofole, esco. Eppure non cadiamo nell’indifferenziato o nella famosa unità dei contrari, e non siamo nemmeno passivi: anzi ci diamo da fare, ma per nulla.
Eravamo stanchi di qualcosa, siamo esausti di niente.
Gilles Deleuze (1992), L’esausto

Insofferenti della noia, incapaci di non-saper-che-fare-o-dove-guardare, con lo sguardo incastonato nello scrolling seratoninico di news feed ad libitum incontriamoci al calar dell’era del tempo perso.
A partire dalla figura dell’esausto è possibile creare le condizioni per condividere produttivamente la noia?
Che cosa significa, oggi, annoiarsi, e qual è la sua portata estetica e politica?
Invitiamo

SIAMO UN MITO

jam session #4

12 – 13  giugno 2020

«(…) Il mito narra una storia sacra; riferisce un avvenimento che ha avuto luogo nel tempo primordiale, il tempo favoloso delle “origini”. (…) Il mito narra come, grazie alle gesta degli Essere soprannaturali, una realtà è venuta ad esistenza, sia che si tratti della realtà totale, il cosmo, sia di un solo frammento di realtà: un’isola, una specie vegetale, un comportamento umano, un’istituzione. (…) Il mito parla di ciò che è accaduto realmente, di ciò che si è manifestato pienamente». 

Mircea Eliade (1963), Mito e Realtà

 

Come attivare, oggi, processi di Mitopoiesi?